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Kinovan si racconta per il blog di Ninja Marketing

Due caratteristiche la differenziano da un’agenzia di produzione multimediale: viaggiare su quattro ruote ed il coinvolgimento dei cittadini nel processo comunicativo per un efficace mix composto da strumenti e spazi di aggregazione sociale.

Kinovan, dal 2011, con la vision di fornire un servizio basato sui nuovi supporti di comunicazione (Crossmedia), sistemi che permettono una narrazione multipiattaforma (Transmedia storytelling). Comunicazione online ed offline, impiegate insieme per creare una narrazione qualitativamente elevata con l’obiettivo di raggiungere il target di riferimento dell’azienda cliente.

Giovanni D’Aloia che ci racconta la sua startup.

Territorialità e Crossmedia sono gli ingredienti del vostro successo. Come funziona Kinovan?

Considerata la vocazione itinerante della nostra casa di produzione, il territorio inteso dal punto di vista del paesaggio naturale oltre che culturale, è qualcosa da esplorare con tutti i sensi e con il quale instaurare un dialogo costruttivo nella scrittura della narrazione.

È pertanto l’ingrediente fondamentale della “pozione” di storytelling che proponiamo ai nostri committenti.

Il Crossmedia invece è lo strumento che ci consente grazie alle nuove tecnologie a basso costo di veicolare questi stessi contenuti su differenti piattaforme mediali, dal web alla sala cinematografica, nel nostro caso predisposta anche all’aperto.
Kinovan è una creative media company, una società di servizi crossmediali e produzione transmedia che tenta di coniugare le potenzialità del crowdsourcing e del crowdfunding con una offerta di contenuti legata al bisogno per qualunque tipo di comunicazione digitale di essere mobile, in tempo reale ed efficiente lì dove ha maggiori possibilità di incontro con il target di riferimento.

In sintesi, portiamo dove serve la strumentazione necessaria per mettere in visione, ad esempio, un evento musicale in live streaming ed in contemporanea possiamo produrre altri contenuti in forma di video, foto o testi dedicati al web per un consumo in mobilità, avendo in particolare la possibilità di produrre dal luogo dell’evento stesso, riuscendo così con l’aiuto di collaboratori freelance e partners specializzati anche ad essere di supporto alle attività di spettacolo dal vivo (regia schermi, vjset, videomapping) e di intrattenimento (augmented reality, gaming, interattività).

Possiamo visualizzare questi ed altri contenuti complementari sullo schermo led Full HD 65” completo di casse da 200 watt installato sulla parete del Kinovan.

Inusuale per una regia mobile pensata ad esempio solo per il broadcast televisivo. Pensa all’impatto di un evento del genere in una piazza del centro storico o tra le bancarelle del mercato di un’isola pedonale o nel parcheggio di un centro commerciale!

Da dove nasce l’idea dell’agenzia itinerante?

L’idea di proporre un ufficio di produzione su quattro ruote, componibile per strumentazione e risorse umane in base alle esigenze e che possa essere disupporto non solo alla filiera audiovisiva in senso stretto bensì a tutte le organizzazioni che intendono sfruttare le possibilità di diffusione multipiattaforma, nasce in gran parte dalla sintesi delle mie esperienze professionali che spaziano dall’intrattenimento dal vivo in forma di regia degli schermi e vj set per club o eventi, fino alle installazioni mixed media con finalità più artistiche, e si fondono con la pratica di produzione di contenuti brevi per il web e per la tv oltre che di studio della scrittura per il cinema.

Kinovan si sta strutturando come un impresa creativa con un core business fondato sulla offerta di servizi crossmediali e sulla produzione di contenuti transmediali, pensati per interagire con la community/audience; i nostri clienti vanno dall’autore che è anche regista alla società indipendente, alla agenzia di comunicazione, organizzazione di eventi, fondazione o ente pubblico che necessitino di supporto alla produzione di contenuti originali, multimediali e multipiattaforma.

In parte l’idea è stata inoltre ispirata da alcuni esempi recenti di studi mobili di post-produzione e da carrozzoni teatrali più antichi come il famoso Carro di Tespi, che in poco tempo poteva allestire un teatro in piazza.

Tra gli esempi che mi hanno affascinato desidero però citarne in particolare due, uno inglese ed uno italiano. Il “Bermondsey Kino Van” ha diffuso la tecnologia del cinema in pellicola nelle periferie disagiate londinesi dagli anni ’20 fino ai ’50 alloggiando due proiettori all’interno del furgone sul cui fondale installato sulla coda veniva retroproiettato il filmato.

Da noi invece per conto dell’Istituto Luce, già verso la fine degli anni ’30, entrò in funzione il Cinemobile Fiat 618, un furgoncino che incorporava nella scocca due proiettori in pellicola per gli spettacoli all’aperto e per portare i cinegiornali anche nelle piazze delle comunità che non avevano sale di proiezione. Quando una nuova rivoluzione tecnologica apre le porte del futuro occorre che nessuno resti indietro per alfabetizzazione e conoscenza del linguaggio o della tecnica.

Attraverso il coinvolgimento delle maestranze del territorio e dell’audience nel processo produttivo, Kinovan desidera quindi soddisfare anche una necessità sociale, di apprendimento e formazione, che consenta alle piccole comunità, istituti e organizzazioni di aggiornare le proprie competenze e realizzare servizi e produzioni di alta qualità a costi contenuti.

Kinovan rappresenta l’ufficio del futuro, che si sposterà in base alle esigenze?

La mobilità e la capacità di produrre contenuti in tempo reale e con un coordinamento delle attività è divenuto un fattore importante di distinzione nella corsa che, ad esempio, in ambito editoriale, non solo sportivo o di attualità, contraddistingue le diverse testate.

Sicuramente pertanto in ambito giornalistico questo bisogno viene avvertito molto proprio perché i quotidiani per essere competitivi devono includere il web come componente essenziale della loro offerta mediale, per amplificare e corroborare la visibilità complessiva e favorire la distribuzione cartacea. D’altronde anche in ambito di marketing si registrano numerosi esempi di comunicazione non convenzionale che attraverso le nuove tecnologie dal NFC (Near Field Communication) al proximity marketing o a quello esperenziale mirano ad un coinvolgimento completo del consumatore, il cosiddetto engagement a 360°.Questo vale poi a maggior ragione anche per gli operatori culturali e per le startup del settore turistico e di promozione territoriale.

La presenza sul posto, così come la possibilità di intraprendere un viaggio, sia esso un roadshow attraverso le fiere tematiche o una serie di microeventi realizzati ad hoc per promuovere un brand, un prodotto o un bene culturale, rappresentano pertanto un valore aggiunto ed un fattore di successo importante per l’iniziativa intrapresa.

Da qui a dire però, che qualunque tipo di lavoro di ufficio potrà essere svolto in uno studio mobile ce ne passa, a mio avviso, ma per le mansioni nell’ambito delle industrie creative, culturali e del turismo questo può essere davvero un futuro praticabile ed oggi direi anche grazie al Kinovan, sempre più concreto.

Il Transmedia storytelling viene considerata la nuova frontiera della comunicazione integrata. Eppure il progetto esiste dal 2009, era troppo presto?

La definizione di transmedia storytelling da parte di Henry Jenkins nel suo libro “Cultura Convergente” è del 2006. Lo storytelling declinato attraverso molteplici media sta prendendo ora il sopravvento rispetto alle forme di comunicazione tradizionale e monomediali ma è ancora lontano dall’essere divenuto da noi la prassi pertanto si rende sempre più necessario fare informazione e formazione in questo ambito per non suscitare aspettative che potrebbero venire disattese e per far comprendere che non tutte le storie, non tutti gli universi narrativi che immaginiamo sono ideali per una diffusione multipiattaforma.
Il progetto del Kinovan è iniziato nel 2009 ma in Italia è sempre difficile riuscire ad essere finanziati e trovare partner duraturi ed affidabili nell’ambito delle industrie creative e culturali. Nonostante questo rappresenti un settore fondamentale della economia complessiva del nostro paese e sul quale le direttive europee ci invitano ad investire molto di più proprio perché individuato come uno dei pochi con trend di sviluppo notevoli nel breve e nel lungo periodo.

2009 finalisti al Kublai Awards, 2010 Working Capital, 2011 fondazione societaria. Quali altre strade percorrerete su Kinovan?

Nonostante i tre anni passati tra progettazione del veicolo e dell’attività di impresa, selezione ai principali contest di startup, trattative con possibili investitori fino alla creazione della società e alla vittoria di un bando di finanziamento regionale, siamo una azienda giovane ed al primo miglio di un, si spera lungo ed onorevole, percorso, naturalmente on the road.

La regia mobile Kinovan, o come l’abbiamo soprannominata, la nostra CPU (Crossmedia Production Unit), è entrata infatti in funzione effettiva solo a Settembre di quest’anno con una proiezione di filmati istituzionali che è stata molto apprezzata durante la 79ª Campionaria della Fiera del Levante di Bari.
In preparazione per Giugno del nuovo anno invece abbiamo la partecipazione ad un progetto europeo che ci porterà a promuovere le Belle Arti e coinvolgere i giovani artisti, con un roadshow in alcuni paesi dell’Est Europa. Per scaramanzia non aggiungo altro perché siamo in attesa dell’ approvazione finale.

Kinovan sarà davvero l’agenzia media che rivoluzionerà il modo di fare comunucazione trasmediale? Ve lo auguriamo davvero, per ora però rimaniamo a guardare il vostro percorso e chissaà magari vi incontreremo in una delle nostre città.

L’articolo originale a firma di Valentina Missaglia, lo trovate su Ninja Marketing.